Questa è una domanda non banale a cui rispondere. Quando siamo posti di fronte a questo quesito spesso siamo tentati di rispondere cercando di inquadrare noi stessi in questa o quella categoria, quasi avessimo paura di essere noi stessi, di sentirci abbandonati e soli.
Viviamo in una società dove, pur di ricadere al di sotto di una qualche etichetta, inventiamo nuove categorie per ogni sentimento.
Ci piace sentirci parte di un gruppo, il senso di appartenenza ci fa sentire più forti.
Ma perché non ci basta sentirci umani?
Io non sono niente di più e niente di meno di un essere umano. Un essere umano unico proprio come te che stai leggendo queste parole.
Ciò che mi rende unico sono le mie esperienze, le mie emozioni, ciò che penso e ciò che faccio. Perciò se sei interessato a consocere chi sono, ti invito a leggere qualcuno dei miei articoli. In questo modo potrai scoprire chi sono in modo più concreto e sincero di quanto io possa mai farti comprendere cercando di descrivermi in poche righe.
Pensieri. Troppi. Confusi. Sospesi. Inconclusi.
Tropp fili logici e idee si accavallano nella mia mente ogni giorno. Mi sembra di perderli. Di sprecarli. Di non rendergli giustizia.
I più non si concludono, vorticano su se stessi diventando estenuanti. Difficili da districare nonostante gli sforzi. Voglio vivere più intenzionalemnte i miei pensieri, coltivarli, farli evolvere e permanere.
E quale miglior modo di farlo se non mettendoli per iscritto?
Soprattuto in quest’era in qui stiamo lentamente perdendo la padronanza del linguaggio, coltivarla intenzionalmente non può che essere benefico, aiutandoci a restituirci la facoltà di Pensare.
Mi tormento nel decidermi se scrivere in italiano o in inglese. La prima, la mia madrelingua, è la lingua con cui più mi trovo a mio agio nel parlare di temi astratti e filosofici. E’ la lingua che amo e che ammiro. La seconda, è la lingua con cui sono abituato pensare a tanti altri temi, tra cui tutto ciò che riguarda il mio lavoro, la tecnologia ed altri intersessi.
Non riuscendo a propendere per l’una o l’altra ho deciso di rendere questo blog bilingue. Scriverò per ciascun tema con la lingua che più mi aggrada, e poi tradurrò nella seconda lingua.
Ci tengo a precisare che tutto ciò che scriverò sarà interamente frutto della mia mente e delle mie mani. Userò solamente qualche LLM come strumento per fare la prima stesura delle traduzioni, qualora ne dovessi sentire la necessità prima di fare una revisione manuale. Qualcora questo dovesse accadere, mi assicurerò di segnalarlo visivamente.
Spero tu possa trovare qualcose di interessante tra queste righe.
Buona lettura.